Prima di partire per la vostra vacanza oppure prima di cominciare un periodo di studio in Cina, vi è mai venuto in mente del perché non è consentita la navigazione su siti esteri, specialmente per Google, Facebook, YouTube ecc. quando utilizzi internet in Cina? In questo articolo vi faremo conoscere alcune questioni fondamentali che spiegano il blocco cinese di tutte le App e siti stranieri, sul territorio cinese e del perché si usano le VPN.

GFW, la Grande Muraglia Virtuale della Repubblica Popolare Cinese

Gli stati di Eritrea, Corea del Nord, Turkmenistan, l’Arabia Saudita, Vietnam, Iran, Guinea Equatoriale, Bielorussia, Cuba e infine Repubblica Popolare Cinese, sono i paesi che adottano i sistema di censura più ristretta del mondo. Intanto vediamo un po’ la situazione di censura online nel paese del Dragone, che ha l’obiettivo di far conoscere agli utenti stranieri i social media cinese. Non tutti i tipi di contenuti pubblicati quotidianamente sono censurati o consentiti in tutti i paesi dell’Estremo Oriente.

Il termine anglofono Great Firewall indica il sistema di censura Internet, istituito dal governo della Repubblica Popolare Cinese, esistente da anni nella Cina continentale.

La progettazione del sistema è iniziato nel 1998 e il suo nome inglese deriva da ”The Great Firewall of China” l’articolo di Charles R. Smith, in cui lo scrittore ha descritto non solo il principio e la sua destinazione d’uso al mondo occidentale bensì ha rilevato i lati negativi della censura in uno spazio virtuale. L’uomo che ha sviluppato questo strumento è Fang Binxing (方滨兴), dell’Accademia di Ingegneria Cinese ed ex presidente dell’Università delle poste e telecomunicazioni di Pechino.

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In Cina, per liberarsi dal recinto di GFW bisogna compiere l’atto di “翻墙”

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Quando si parla di Great Firewall, ci sono due parole gergali molto impiegate dai netizen cinesi: uno è “翻墙” e l’altro è “被墙”. Il primo letteralmente significa scavalcare il muro, quindi fa riferimento a come sbarazzarsi dal sistema di censura. Il secondo indica quando un contenuto del sito web è bloccato dal sistema GFW, ovvero viene innescato un divieto di accesso alla pagina su cui sono stati caricati dei contenuti fastidiosi o inaccettabili per il regime in Cina. Quindi, il GFW in senso generale si riferisce principalmente a uno strumento informatico di filtraggio voluto dal governo cinese per escludere i contenuti sensibili e bandire indirizzi IP, parole chiave, URL, ecc.

Cosa pensano gli utenti internet cinesi del sistema di censura GFW?

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In base a una ricerca condotta dalla Scuola di Management GuangHua (Cina) e dall’Università Stanford(U.S.A) denominata ”The Impact of Media Censorship: Evidence from a Field Experiment in China” risulta che circa l’80% degli studenti partecipanti (1800 studenti universitari di Pechino) mostrano disinteresse nell’accedere ai siti bloccati dal GFW. “Come minimo svolge una certa funzione protettiva, impedisce gli attacchi di hacker” , parole del signor Wu al giornalista di ABC News. “Poiché siamo la generazione più giovane, è probabile che non siamo in grado di filtrare i messaggi pericolosi “, Sig.na Jiang.

Tale ricerca mostra che per gran parte del popolo cinese, l’esistenza del muro è ragionevole e necessaria, perché può isolare l’intrusione di informazioni e notizie fasulle diffuse dall’Occidente, e allo stesso tempo evitare che le masse prive di capacità di giudizio siano incitate dai poteri stranieri.

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La Cina e la chiusura del libero accesso virtuale verso l’occidentale

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“We have decided we are no longer willing to continue censoring our results on Google.cn, and so over the next few weeks we will be discussing with the Chinese government the basis on which we could operate an unfiltered search engine within the law, if at all.” (Google,A new approach to China

Questa è la dichiarazione di Google sulla decisione di chiudere il loro servizio di motore di ricerca in Mainland China, pubblicata nel 2010. La motivazione chiave di questa vicenda è stata il severo regolamento di censura imposta dal governo cinese nei confronti di tutte le aziende. Vista, anche, la poca possibilità di introdurre un servizio di ricerca non filtrata, il colosso dell’informatica ha deciso di cessare l’attività di Google.cn. Nel mese di marzo dello stesso anno, la sede di Google nell’area Zhōng Guān Cūn (parco scientifico e tecnologico di Pechino) viene riempita di fiori portati da molti utenti cinesi. Una sorta di commemorazione dell’uscita del motore Google dal mercato cinese.

Già nel 2009, Facebook e Twitter erano stati bloccati uno dopo l’altro. Questo evento doveva essere interpretato come il presagio della determinazione del governo cinese a bloccare i contenuti e servizi internet non controllabili attraverso il sistema del Great Firewall.

L’atteggiamento del governo cinese per la decisione di Google

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Stranamente non si trovano i motivi più specifici per cui Facebook e Twitter sono stati bloccati in Cina. Invece per rispondere alla dichiarazione emessa da Google, il governo cinese ha reso pubblico una proclamazione scritta in cui manifesta solo in termini generali che Google ha violato le norme legislative e ha messo in pericolo la sicurezza nazionale. Però, la proclamazione del governo non ha precisato in base a quale norma, ritengono che Google abbia messo in pericolo la sicurezza nazionale. Per capire di più l’atteggiamento da parte cinese è interessante anche il discorso di Li wei (李伟) ex-vice Segretario Generale del Dipartimento Centrale della Propaganda del governo cinese(中央宣传部):

 ”一要表明态度,我反对什么,我就封什么,这是意识形态上的表态; 二是要向老干部们表态,要表明我们没忘本,我们在维护声誉[…]” ( ”Discorso presentato sul seminario di scambio esperienze”, profilo dell’utente 阴阳怪气小丑皇, ZhiHu).

Da queste parole espresse dall’alto funzionario non è difficile comprendere che in Cina quello che conta di più è l’ideologia del paese e del partito governante. Qualsiasi elemento contradittorio, nonostante corrisponda agli articoli della costituzione del paese, è assolutamente proibito.

Quali sono contenuti sensibili in Cina?

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L’elenco dei contenuti da evitare in Cina è sempre in corso di aggiornamento e nessuno saprà dirti precisamente la quantità di caratteri cinesi ed elementi sensibili (emoji, GIF, altre immagini) da evitare, prima della pubblicazione dei contenuti scritti oppure multimediali online. Per questo motivo, è difficile per gli utenti conoscere quali sono i caratteri proibiti, e qual è il meccanismo operativo che fa scattare la censura gestita dai poliziotti online. Pertanto, in Cina, la maggior parte delle persone sono psicologicamente assoggettate all’autocensura.

D’altronde, è vero che non si trova una lista ufficiale di elementi sensibili per il governo cinese, ma ci sono comunque delle liste ordinate da utenti anonimi, reperibili sull’internet. Ad esempio, la lista di parole sensibili compilata dall’utente su Wikipedia.

Conseguentemente, gli utenti internet cinesi per poter aggirare il sistema automatico di controllo, di solito utilizzano sinonimi, omofoni oppure il pinyin per sostituire i caratteri vietati. Esempio:

  • ”democrazia” si scrive 民主 in cinese, ma viene scritto come 皿煮 Mǐn zhǔ
  • ”libertà” si scrive 自由 in cinese, ma viene scritto come 籽油 Zǐ yóu

In Cina è vietato accedere a Google o altri siti bloccati dal governo cinese tramite l’utilizzo di VPN?

Prima di tutto ’’ VPN è l’acronimo di Virtual Private Network, ossia “rete privata virtuale”, un servizio che crittografa il traffico Internet e protegge l’identità online. Utilizzando una VPN, puoi accedere in modo sicuro ad app, siti web e piattaforme di intrattenimento da qualsiasi parte del mondo. Una connessione VPN ti garantisce sicurezza e privacy online’’ (NordVPN).

In effetti, nel momento in cui il computer è connesso alla rete VPN, cambia automaticamente anche il nostro indirizzo IP (lo possiamo considerare come un indirizzo virtuale), allora, in questo modo, molte persone sono riuscite a sostituire il proprio indirizzo con quello di un altro paese e schivare il monitoraggio di polizia delle comunicazioni telematiche, compiendo così un atto di ‘’翻墙‘’.

Però bisogna sempre tenere d’occhio la VPN scelta, perché in alcuni casi potresti trovarti comunque controllato dai poliziotti online.

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Nel mese di maggio dell’anno scorso, la polizia della città AnKang della regione Shaanxi, ha scoperto che l’utente cinese Yang, sin dal settembre 2019, ha installato due app di VPN (老王VPN、蚂蚁VPN) nel suo telefonino, così l’hanno condannato per “creazione di network illegale per la connessione internazionale” (建立非法渠道进行国际联网). In conformità con le disposizioni dell’articolo 6 e dell’articolo 14 del “Regolamento provvisorio della Repubblica popolare cinese sulla gestione di reti informatiche e di rete internazionale”( 中华人民共和国电脑资讯网络国际联网管理暂行规定). La stazione di Polizia di HanBin ha comunicato a Yang una punizione amministrativa e una sanzione pecuniaria di 500 yuan. Questa vicenda ha suscitato una grande attenzione da parte dell’opinione pubblica in Cina, poiché è il primo caso di sanzione, per utilizzo di VPN, esposto agli occhi del pubblico. Negli anni passati, innumerevoli utenti cinesi hanno pubblicato post su Twitter, in cui raccontavano del fatto di essere stati ricercati e interrogati dalla polizia locale per aver navigato in siti non consentiti attraverso l’uso di una VPN; ma nessuno di questi era stato esposto pubblicamente in Cina.

Come scegliere la VPN prima di partire per la Cina?

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Dunque, la domanda dell’articolo era “è necessario utilizzare una VPN in Cina”, credo che dopo la lettura dell’articolo di appaia tutto chiaro. Riguardo alla scelta della VPN, ce ne sono tantissime, non c’è nessun trucco o strategia per riuscire a individuare il servizio migliore. Quindi un criterio di scelta potrebbe essere il fatto di individuare quello che ti permette la stabilità di connessione migliore.

Tuttavia, se fossi una persona davvero molto attenta alle informazioni della propria privacy, e non vuoi che le tue tracce e dati di navigazione siano intercettati dallo stato cinese, potresti scaricare le VPN più note in occidente come ExpressVPN o NordVPN ecc.

Hai mai avuto necessità di utilizzare questo strumento? Raccontaci della tua scelta sotto nei commenti!

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