Possiamo dire che la Cina è il più grande mercato di anime al mondo? Sicuramente è un grande paese ed è la seconda economia più grande per PIL nominale nel mondo dopo gli Stati Uniti. Presenta un’enorme popolazione con industrie equivalentemente grandi. Essendo, quindi, un importante player internazionale ha anche un suo mercato legato agli anime e manga.

La Cina per gli anime è una miniera d’oro

Quando il film “Your Name” è uscito in Cina, ha guadagnato circa 76,7 milioni$ in 14 settimane, ed è stato il film giapponese con il maggior incasso in Cina. Invece, il weekend di lancio in Giappone ha incassato 9,1 milioni$, nel Nord America di circa 1,7 milioni$, 1,4 milioni$ in Francia e in Germania 0,9 milioni$. Allo stesso tempo, i soli biglietti pre-vendita, in Cina, hanno creato un volume d’affari di 4,4 milioni$, cioè più del Nord America, della Francia e della Germania insieme durante il weekend di lancio.

Cina anime

Ci sono diversi fattori che rendono il mercato cinese estremamente attraente per le aziende che desiderano vendere i loro prodotti a livello internazionale. I fattori più ovvi è la popolazione, che conta oltre 1,4 miliardi di persone. Infatti i cittadini cinesi occupano la quota maggiore della popolazione mondiale, con oltre 7,7 miliardi di persone. Anche se solo una piccola parte del pubblico cinese guarda un film, supererebbe comunque la popolazione complessiva della maggior parte dei paesi.

Qui entra in gioco il prossimo aspetto. Il mercato cinese è molto limitato per i film stranieri, infatti c’è un limite massimo di film importabili. Nel 2016 era 38 e nel 2017 40 film. Questo non è intrinsecamente negativo per le grandi aziende internazionali. Anche se, può essere difficile entrare nel mercato in primo luogo, una volta che ci sei, hai molta meno concorrenza.

Le società che mirano a far girare i loro film in Cina, devono soddisfare diversi criteri per essere ammessi all’elenco limitato del governo di Pechino. Per esempio, bisogna evitare gli argomenti delicati come: lo stato di un territorio come il Tibet (ad esempio il Dr. Strange della Disney), l’impostazione del film o parte del film direttamente in Cina (Pacific Rim) o il tentativo di non offendere la Cina.

Per quanto riguarda gli anime, la crescita cinese è dovuta principalmente ai prodotti di origine straniera. In particolare l’Anime Industry Report del 2018 dichiara che la parte di business straniero è molto superiore rispetto al mercato interno.  Considera che nel 2017 il mercato cinese degli anime aveva un valore di 21 miliardi$.

TI CONSIGLIO DI LEGGERE ANCHE: Cosplay il nuovo trend della Cina

Inizialmente la Cina blocca gli anime

Inizialmente il governo cinese ha cercato di impedire il diffondersi degli anime e manga stranieri perché ritenuti antisociali. Quindi ha tentato di creare la sua alternativa equivalente, ma è stato completamente inutile. Il pubblico cinese, incompreso dal governo centrale, preferisce quelli stranieri. Questo perché, nel tentativo di ricrearli a modo loro, non avevano nessun carattere. In altre parole non avevano né lo spirito giapponese né quello cinese.

Il progetto creato dal governo centrale per contrastare il mercato straniero si chiamava 5155. Questo progetto sponsorizzato dallo stato aveva coinvolto diversi fumettisti, editori, storie e riviste. La sua storia è stata travagliata, finché il team si è smontato lentamente pezzo dopo pezzo e dovettero chiudere battenti per fallimento.

Qualche tempo dopo i tentativi di produzione anime
migliorarono, però solo grazie al fatto che derivavano da quelli giapponesi.
Questo lento e graduale miglioramento era dovuto al fatto che i creatori
copiavano i giapponesi e molti erano andati a formarsi direttamente nelle scuole
giapponesi.

In questi anni il giovane pubblico cinese, interessato ai manga e anime, non si è lasciato abbattere dal governo. Hanno imparato ad aggirare il sistema fino a quando gli anime non sono diventati legali in Cina. Per le aziende giapponesi è stato comunque difficile conquistare il mercato che era puro pirateria. Quindi oggi possiamo trovare piattaforme come bili bili, che grazie alla forza e resistenza della fan base, hanno vinto il testa a testa con il governo.

Cina anime

 

dav

Come sono le politiche di censura?

Anche se ora i manga e gli anime sono legali in Cina la loro
vita non è così semplice. Come accennato in precedenza quando entri nel mercato
cinese devi adeguarti alle loro regole sui contenuti. Cosa vuole dire? Vuol
dire che non devono essere contenute critiche al governo cinese. Non possono
essere menzionate azioni del regime o “incidenti” che potrebbero danneggiare la
sua immagine come il massacro di Piazza Tiananmen o i “campi di rieducazione”.

Inoltre ci sono aspetti che il Ministero della cultura
considera dannosi per la psiche, quindi vengono censurati od oscurati in quelle
parti. Per esempio nello sparatutto multiplayer Rainbow Six Siege venivano
censurati gli schizzi di sangue, i contenuti sessuali, il gioco d’azzardo,
coltelli e teschi in tutte le versioni del gioco. Queste e cose simili sono
state rimosse anche dalle versioni cinesi di altri giochi. Nonostante questo le
case produttrici preferiscono non modificare le interfacce di gioco o creare
versioni dedicate per avere una più semplice gestione e manutenzione.

Techinasia ha elencato le cose che il Ministero della Cultura cinese proibisce ufficialmente:

  • Tutto ciò che viola la costituzione cinese
  • Tutto ciò che minaccia l’unità nazionale, la
    sovranità o l’integrità territoriale della Cina.
  • Tutto ciò che danneggia la reputazione, la
    sicurezza o gli interessi della nazione.
  • Tutto ciò che stimola l’odio razziale / etnico o
    danneggia le tradizioni e le culture etniche.
  • Tutto ciò che viola la politica cinese sulla
    religione promuovendo culti o superstizioni.
  • Tutto ciò che promuove o incita oscenità, uso di
    droghe, violenza o gioco d’azzardo.
  • Tutto ciò che danneggia l’etica pubblica o la
    cultura e le tradizioni della Cina.
  • Tutto ciò che insulta, calunnia o viola i
    diritti degli altri.
  • Altri contenuti che violano la legge

Spesso è difficile capire quando si applichino queste
restrizioni. Inoltre, Techinasia, per esempio, afferma che non esiste un
divieto generale di teschi e scheletri e che esistono media cinesi che
coinvolgono scheletri rianimati. Eppure dai giochi stranieri vengono rimossi.

Probabilmente il governo cinese si è reso conto di non poter impedire l’importazione di anime, manga e giochi dall’estero. Quindi ha creato queste regole vaghe e non nettamente definite per poter giustificare un eventuale divieto di divulgazione. Per farti un idea più chiare su che genere di contenuti siano vietati, a questo link puoi trovare i manga e gli anime respinti dal Ministero della Cultura nel 2015.

TI CONSIGLIO DI LEGGERE ANCHE: Special comix: il fumetto indie in Cina

La Cina investe molto negli anime

Oltre ad essere un mercato estremamente accattivante, le società cinesi hanno anche investito direttamente nell’industria giapponese degli anime. Per esempio lo studio giapponese Emon è una consociata della Haoliners Animation League, una compagnia di animazione cinese. ANN ha scritto nel 2016 che gli autotrasportatori forniscono oltre l’80% dell’animazione netta in Cina.

Nel 2018 ComMix Wave Films di Makoto Shinkai ha collaborato con Haoliners per creare tre cortometraggi ambientati in tre città cinesi che sono diventati il film antologico Flavours of Youth. Nello stesso anno la piattaforma cinese di condivisione video bili bili ha annunciato la produzione di anime, infatti a marzo 2019 hanno stretto una partnership con la società americana Funimation per acquisire congiuntamente le licenze.

Lo studio giapponese DLE Inc. ha collaborato nel 2016 con la società cinematografica cinese Shanghai Griffin Film Corporation per creare un “Fondo anime cinese-giapponese” dal valore di 100 milioni $ per fornire contenuti al mercato cinese.

Nonostante alcuni anime di Haoliner siano raffinati, ben fatti, con una regia ben fatta, in particolare come King’s Avatar, Big Fish & Begonia. L’industria dell’animazione cinese non è in grado di offrire un’alternativa valida al mercato giapponese.

Big fish e Begonia

Quali le prospettive future?

Al giorno d’oggi, la Cina non è in grado di influenzare
direttamente l’industria degli anime. Tuttavia, le somme di denaro investite sono
molto alte, e come abbiamo visto per altri settori industriali, una volta
arrivati i fondi in brevissimo tempo sono riusciti a recuperare il terreno
perduto ed influenzare il mercato.

Per quello che riguarda la critica al governo e la politica
cinese non dovrebbe costituire un problema per gli anime giapponesi, visto che normalmente
non trattano questi argomenti. I problemi potrebbero insorgere nei confronti
delle restrizioni e regole del Ministero della Cultura, e la censura potrebbe
fare perdere molto carattere ad alcuni anime.

Per il prossimo futuro si accenderà una bella sfida.

Vuoi sapere di più sulla parte Nerd & Geek della Cina?

TI CONSIGLIO DI LEGGERE ANCHE: CryptoDogs: la prima valuta canina di Baidu

Vedi

Unisciti alla discussione

1 commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *