Coffee” è la prima coproduzione italo-cinese, la sua storia è inizia nel 2016, ed oggi viene distribuita in Cina dal casa cinematografica Baofeng Pictures, soprattutto sul mercato online in forte crescita dal 2016.

Diretto e prodotto dal regista italiano Cristiano Bortone, questo film drammatico interculturale utilizza un elemento poetico, il caffè, per collegare tre storie che accadono in tre parti del mondo. Il cast della storia cinese include Tan Zhuo, apprezzata attrice protagonista di ‘Spring Fever’ (2009, Dir. Lou Ye), e del famoso attore Lu Fangsheng. Mentre per i protagonisti italiani possiamo menzionare Ennio Fantaschini e l’attore belga Koen De Bouw .

Coffee” è stato presentato per la prima volta nella sezione Venice Days della 73a Mostra del Cinema di Venezia. Inoltre ha ricevuto una nomination al 7° Beijing International Film Festival ed anche al 20° Shanghai International Film Festival. Senza tralasciare che questo film ha fatto candidare Bortone come miglior produttore al David di Donatello nel 2017.

Il successo di Bortone nel mondo cinese non è dovuto solo alla sua conoscenza del cinese mandarino, perché tutto è iniziato con il suo film “Rosso come il cielo” che ha riscosso grande successo nel mercato cinese. Dopo di che è stato invitato come professore ospite presso l’accademia cinematografica di Pechino, ha iniziato a collaborare con festival e istituzioni nazionali come il primo festival cinematografico di nuovi talenti cinesi. Nel 2014 ha creato la sua società di produzione cinese, chiamata foto Yiyi ed ha iniziato a sviluppare contenuti per il mercato locale. Dallo stesso anno è il co-fondatore e amministratore delegato dell’associazione dei produttori sino-europei Bridging the dragon, che è anche il partner ufficiale di European Film Market, Marché du Film e diverse istituzioni cinematografiche fra Europa e Cina.

La motivazioni dietro questa incredibile sono diverse, c’è un ala che ritiene che questo florido gemellaggio nasca dalla vicinanza dell’uso del linguaggio cinematografico fra cinema d’autore italiano e mondo cinematografico cinese. Dall’altra parte invece c’è chi dice che questa collaborazione è solo uno dei fenomeni meno visibili e meno eclatanti di quello che il sistema di Soft-Power che la Cina ha iniziato ad adottare da diversi anni per riposizionare se stessa nei confronti del mondo. Al momento sicuramente si nota una certa contaminazione fra cinema d’autore italiano e cinema cinese, ma è ancora troppo presto per scendere a conclusioni su entrambe le ipotesi.

Qui sotto il link per la visione del trailer ufficiale del film, girato nelle 3 lingue originali.

 

 

 

Vedi

Unisciti alla discussione

1 commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *