Fiera di non aver visto la Grande Muraglia

Il primo articolo che ho deciso di scrivere riguarda un argomento molto importante dal punto di vista personale, il mio primo viaggio in Cina.

Questo periodo passato in oriente ha infatti creato un segno indelebile che ha diviso la mia vita in due parti. La mia vita prima del viaggio e quella successiva.

Non voglio soffermarmi troppo su dettagli del viaggio e organizzazione. Ho deciso che scriverò di persone ed emozioni, descrivendo aneddoti importanti che hanno portato alla creazione di questa linea di confine.

La preparazione del viaggio non mi è sembrata molto diversa dal dover organizzare un qualunque altro viaggio. Infatti, ho preparato i documenti, organizzato i trasporti per arrivare all’aeroporto di Roma, controllato di avere tutto il necessario da mettere in valigia, e così via. Quando è arrivato il giorno della partenza, probabilmente non mi rendevo conto di quello che stavo per fare. Probabilmente avevo paura di rendermene conto ma non avevo timore ne entusiasmo. Non ero molto preoccupata, stavo affrontando tutto con tranquillità e normalità. I sentimenti non mi travolgessero, come se questa avventura non mi toccasse nel profondo.

Ovviamente mi sbagliavo, questa esperienza mi ha cambiato radicalmente, le persone che ho incontrato mi hanno cambiato radicalmente.

Un respiro di famiglia

La persona che mi ha trasmesso di più in assoluto è stata Wu Laoshi (l’insegnante Wu).  Durante una sua lezione sui piatti tipici cinesi le ho chiesto, scherzando, se mi avrebbe mai invitato a cena (a casa sua) vista la bravura con cui cucinava. Sul momento sorrise semplicemente annuendo con un classico cinese Haole. Io, ovviamente, non presi sul serio questa risposta e me ne dimenticai.

grande muraglia

Una settimana prima del rientro in Italia Wu Laoshi mi chiamò e, con mio grande stupore, mi invitò a casa sua per cena. Ancora una volta io non presi troppo sul serio l’accaduto e mi presentai a mani vuote a casa sua. Lei invece mi stupì ancora preparandomi esattamente gli stessi piatti della lezione in classe; fu una piacevolissima mezza giornata, dove conobbi tutta la sua famiglia e mi insegnò a cucinare alcuni piatti. È  stata una bellissima esperienza. Sono riuscita  a sentirmi a casa per qualche ora a differenza di come mi sentivo nel rientrare da sola all’interno del dormitorio dell’Università.

grande muraglia

Un incontro inaspettato

Ho incontrato due persone, che posso definire speciali. Sono due studenti della facoltà di scienza motorie. Li ho incontrati quasi per caso nella palestra che frequentavo, loro erano lì per le ore di tirocinio. Abbiamo iniziato a chiacchierare, il mio obiettivo era solo di fare più esercizio possibile con il cinese. Ci incontravamo solo in palestra, non sapevo fossero studenti, e stupidamente davo per scontato fossero dipendenti. Un giorno, mentre passeggiavo nel campus dell’Università, li incontrai casualmente. In quel momento misi insieme tutti i pezzi. Con qualche domanda aggiustai il quadro. Essendo amici mi presero in giro dandomi della 傻蛋 shǎdàn (idiota). La presi con filosofia ed iniziai a ridere pure io. Gli raccontai della mia passione per la Cina e che avevo poco tempo per imparare a conoscerla perché dopo qualche mese sarei ritornata in Italia.

grande muraglia

Amici cinesi inaspettati

Ancora non so il perché ma mi stupirono. Decisero di aiutarmi a capire la Cina nel più breve tempo possibile, così mi portarono al museo di storia della città e si improvvisarono insegnanti.
Ricordo con piacere l’impegno e la confusione che facevano per cercare di spiegarmi le cose; le varie sessioni di internet che utilizzavano continuamente perché spesso nemmeno loro sapevano cosa mi dovevano raccontare. Iniziarono a portarmi con loro ogni volta che facevano qualcosa per mostrarmi il più possibile la Cina dei cinesi e non quella “riservata” agli occidentali.

C’erano le riunioni del sabato pomeriggio con il gruppo giochi. A turno, si dovevano organizzare delle attività da fare in gruppo. Lo scopo era riempire il pomeriggio con un tema/argomento ogni volta differente. In questo modo ho conosciuto tantissimi ragazzi e ragazze dell’università. Durante queste attività mi sono venuti in mente tutti i pomeriggi passati a fare attività scout durante l’adolescenza.

Poi c’erano gli incontri negli orari dei pasti. Mi spiegavano da quale cuoco della mensa bisognava farsi servire il cibo, cosa era buono e cosa no. Un momento veramente manga è stata la festa di fine esami che avevano organizzato i ragazzi dell’università. Tanti sono i ricordi piacevoli, come le volte che mi hanno letteralmente imbucata alle attività universitarie solo per studenti cinesi. La cosa più sorprendente è stata la loro costanza e dedizione durante la mia permanenza in Cina. Anche se ora sono tornata in Italia, grazie a WeChat continuiamo a sentirci. Ogni settimana a turno continuano ad inviarmi testi da leggere con la grammatica, la cultura e parole nuove da imparare.

Sono rimasta sorpresa ed emozionata per il loro interesse di qualche settimana fa in occasione del terremoto di Amatrice. Mi hanno chiamato per sapere se stavo bene. Mi hanno chiesto se la mia famiglia aveva bisogno di qualcosa e che eventualmente ci avrebbero spedito tutto nel modo più rapido possibile. Tutto solo perché si ricordavano che gli avevo detto di vivere in un generico centro Italia per dar loro un’idea.

Quello che resta scolpito nell’animo

Queste sono solo alcune delle persone con cui mi sono ritrovata a convivere per la maggior parte del tempo quando ero in Cina. Fortunatamente ricordo chiaramente la 阿姨 āyí, ossia la portinaia del dormitorio. Oppure i genitori di una mia cara amica di Hangzhou. Sono stata ospitata da loro quando ho visitato la città. Un articolo non basterebbe per raccontare tutto.

grande muraglia
grande muraglia

Questi volevo che fossero solo alcuni esempi per riuscire a spiegare ciò che la Cina e i cinesi mi hanno trasmesso. La loro costanza, la loro passione, la determinazione nel fare quello che decidono di portare al termine saranno sempre il faro delle mie decisioni.

Wu Laoshi che, non solo mi ha fatto assaggiare dei piatti tipici, mi ha reso parte della sua famiglia per qualche ora. I ragazzi dell’università che hanno avuto una pazienza immensa. Le ora passate con loro a correggere i miei compiti per l’università, arrivando a preparami per partecipare ad un talent show televisivo sulla lingua cinese.

Questi sono gli insegnamenti che questo viaggio mi ha trasmesso. Quello che posso dire non è un semplice commento sul campus tipo “è un posto fantastico!” oppure cose tipiche da turista tipo “la muraglia cinese racchiude così tanta storia e cultura!”. Credo di essere stata molto più fortunata perché sono riuscita a toccare con mano quello che le persone si portano dentro all’animo. Tutto questo va ben oltre le didascalie sotto i monumenti, oltre ogni libro o cartolina.

Vuoi sapere di più sul mio legame con Cina?

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3 commenti

  1. Ti capisco benissimo. Leggere il tuo articolo mi ha riportato indietro di pochi anni, al mio primo viaggio in Cina, facendomi rivivere le stesse emozioni di cui parli, che sinceramente non so se siano comprensibili a chi legge o ascolta racconti come questi senza aver vissuto lo stesso.
    A me la Cina ha cambiato la vita e mi ha reso suo, su certe cose ormai faccio persino fatica a capire gli italiani!
    Grazie per questo bellissimo articolo
    Un saluto,
    Luca
    P.S. Io però la Muraglia l’ho vista! 😀

    1. Ciao Luca, mi ha fatto piacere che hai lasciato un commento, e mi fa piacere sapere che non sono una pazza. Ahahah, che invidia, nel prossimo viaggio mi impegnerò per vederla, il titolo era una provocazione perché ogni volta che mi chiedono della Cina mi dico: “è però se non hai visto la muraglia cosa ci sei andata a fare!”. Mi fa piacere condividere le esperienze, se ti va sentiamoci tramite Facebook @chinacommunication 🙂

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